Marcia indietro di Al Jazeera, la direzione pronta a riassumere le giornaliste dimissionarie

Hanno vinto loro: le cinque mezzobusto piú note del mondo arabo, che a fine maggio avevano presentato le proprie dimissioni in segno di protesta, potrebbero tornare presto sugli schermi di Al-Jazeera. La lotta di Jumana Nammour, Lina Zahr al Deen, Jullinar Mousa, Luna al-Shibl e Nawfar Afli, ha costretto la direzione della popolare televisione del Qatar a tornare sui propri passi. Se le cinque giornaliste avessero ancora voglia di lavorare per l’all news piú seguita del mondo arabo,  hanno fatto sapere dai piani alti di  Al Jazeera, dovranno solo presentare una nuova domanda d’assunzione. Continua a leggere

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Grecia, quinto sciopero generale: il Paese dice no al piano di austerità

Quinto sciopero generale di 24 ore in meno di due mesi: è una giornata difficile quella di oggi in Grecia, dove i lavoratori del settore pubblico e privato si sono fermati per protestare contro le misure di austerità del governo socialista del primo ministro George Papandreou.  La mobilitazione, convocata dal Gsee per il settore privato e Adedy per il pubblico  e dal fronte sindacale comunista Pame,  ha paralizzato i principali centri del Paese. Trasporti ferroviari e marittimi nel caos, voli cancellati, uffici, scuole e università chiuse, banche e uffici giudiziari sbarrati, ospedali che funzionano a regime ridotto:  ancora una volta la Grecia si è fermata per dire “No” alla dolorosa ricetta di tagli e austerità imposta dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europea per risanare i disastrati conti pubblici greci. A incrociare le braccia oggi ci sono anche i lavoratori del mondo dell’informazione, che oggi hanno aderito alla protesta. Continua a leggere

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Blog a lutto

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Palestina: dopo la strage, un’altra nave pacifista fa rotta su Gaza. Israele promette “Non passerà”

C’è un’altra nave di attivisti che in queste ore fa rotta su Gaza, decisa a rompere l’assedio israeliano che da quasi tre anni soffoca la Striscia. Batte bandiera irlandese e porta il nome di Rachel Corrie, la pacifista statunitense uccisa nel 2003 a Gaza da un bulldozer dello Stato ebraico. Aveva 23 anni e stava cercando di ostacolare le periodiche demolizioni punitive che l’esercito israeliano compie nelle zone di confine.

“Come Rachel non ha indietreggiato davanti alle ruspe israeliane”,  fanno sapere dal coordinamento FreeGaza, ” la nave sta andando verso Gaza e non si fermerà”.  Nonostante il tragico epilogo della spedizione della «Freedom Flotilla»,conclusasi con la morte di dieci attivisti, uccisi dalle teste di cuoio israeliane durante un blitz condotto in acque internazionali, i pacifisti irlandesi sono decisi a non fare marcia indietro. Ma neanche Tel Aviv sembra avere intenzione di fare concessioni e promette “a niente e a nessuno sarà concesso di rompere l’assedio”. Continua a leggere

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Palestina: Israele attacca la flotta pacifista e uccide 19 attivisti. È sciopero generale.

Una strage. Diciannove morti e almeno trenta feriti, di cui alcuni in condizioni gravissime: è questo il bilancio, purtroppo solo provvisorio, con cui si chiude l’assalto israeliano alla Freedom Flotilla, la spedizione pacifista di sei navi organizzata da diverse ong internazionali per rompere il blocco israeliano sulla striscia di Gaza e portare aiuti alla popolazione palestinese.

I circa settecento attivisti superstiti, fra i quali un gruppo di euro-parlamentari e un bimbo di appena sei mesi, sono stati sequestrati e deportati in Israele da dove– ha fatto sapere la Marina israeliana – verranno espulsi nei prossimi giorni.

Secondo le prime ricostruzioni, le teste di cuoio israeliane hanno aspettato le quattro del mattino prima di sferrare l’attacco, poi hanno assaltato l’ammiraglia della flotta, la Mavi Marmara. La nave si trovava a oltre 75 miglia dalla costa israeliana, in piene acque internazionali. “Si tratta di un vero e proprio atto di pirateria, una violazione di tutti i codici – militari e civili – di diritto internazionale, un altro delitto made in Israel”, ha commentato il pacifista italiano Vittorio Arrigoni dal porto di Gaza, dove migliaia di persone aspettano da giorni l’arrivo della Flotilla. Continua a leggere

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‘Ndrangheta: Reggio manifesta contro gli attacchi alla magistratura

Torna in piazza la Calabria che dice no alla ‘ndrangheta: dopo la lettera minatoria recapitata al Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, il movimento antimafia cittadino si è dato appuntamento questa sera per manifestare “solidarietà e vicinanza alla magistratura reggina”. Obiettivo, spiega il movimento ‘Reggio Non tace’ in un suo comunicato, evitare l’isolamento e l’indifferenza che per troppo tempo hanno caratterizzato l’atteggiamento di Reggio di fronte alla protervia della ‘ndrangheta dando a quest’ultima un indubbio vantaggio.

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Gaza, flotta pacifista tenta di forzare il blocco. E Israele inaugura una nuova prigione.

Un centro di detenzione nuovo di zecca, militari in allerta e pattugliamento rafforzato sulla costa: Israele si prepara a respingere le otto navi pacifiste che da ieri fanno rotta su Gaza con a bordo 10,000 tonnellate di rifornimenti e aiuti e 500 persone, tra cui un gruppo di 50 eurodeputati.

La marina israeliana è già sul piede di guerra e ha annunciato che a nessuno verrà permesso di avvicinarsi alla Striscia, sotto assedio dalla vittoria elettorale di Hamas nel giugno del 2007. “Questa spedizione è una provocazione, dal momento che la situazione umanitaria a Gaza è buona e stabile, non c’è penuria di cibo o attrezzature”, ha detto il colonnello Moshe Levi, alto responsabile dell’esercito israeliano, di stanza al posto di controllo di Kerem Shalom, a nord della Striscia di Gaza. “Non vedo il bisogno di autorizzare il passaggio di una qualunque nave”. Continua a leggere

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