Una strage. Diciannove morti e almeno trenta feriti, di cui alcuni in condizioni gravissime: è questo il bilancio, purtroppo solo provvisorio, con cui si chiude l’assalto israeliano alla Freedom Flotilla, la spedizione pacifista di sei navi organizzata da diverse ong internazionali per rompere il blocco israeliano sulla striscia di Gaza e portare aiuti alla popolazione palestinese.
I circa settecento attivisti superstiti, fra i quali un gruppo di euro-parlamentari e un bimbo di appena sei mesi, sono stati sequestrati e deportati in Israele da dove– ha fatto sapere la Marina israeliana – verranno espulsi nei prossimi giorni.
Secondo le prime ricostruzioni, le teste di cuoio israeliane hanno aspettato le quattro del mattino prima di sferrare l’attacco, poi hanno assaltato l’ammiraglia della flotta, la Mavi Marmara. La nave si trovava a oltre 75 miglia dalla costa israeliana, in piene acque internazionali. “Si tratta di un vero e proprio atto di pirateria, una violazione di tutti i codici – militari e civili – di diritto internazionale, un altro delitto made in Israel”, ha commentato il pacifista italiano Vittorio Arrigoni dal porto di Gaza, dove migliaia di persone aspettano da giorni l’arrivo della Flotilla. Leggi l’articolo completo →
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